Vendita tartufo bianco
    Tuber Magnatum, il re dei tartufi. Il tartufo bianco è la specie di tartufo più preziosa, sia dal punto di vista gastronomico che da quello economico, è la punta di diamante tra le varie specie del pregiato fungo, per il quale il mercato e grandi chef spesso sono disposti a pagare cifre elevatissime. 

    COSA E':

    Il tartufo bianco è un fungo. Per essere precisi:
    E' un fungo ipogeo, vale a dire “che vive sottoterra” (da pochi cm fino a 1 metro di profondità) e cresce in suolo calcareo, marnoso, sotto alcune latifoglie, ovvero querce, pioppi, salici e tigli, con cui intesse un rapporto simbiotico.
    Viene raccolto da Ottobre a Dicembre
    Cresce solo in Italia e in Istria
    Non è coltivabile
    il suo profumo è penetrante e intenso, può ricordare l’aglio e il formaggio Grana.
    Le dimensioni variano da quelle di una  noce a quelle di una grossa arancia, e in rari casi posso addirittura raggiungere quelle di un melone.
    Il suo aspetto ricorda una patata, di forma più o meno irregolare, a seconda del terreno dove il Tartufo bianco si sviluppa: se la terra è dura o piena di sassi e di radici, il tartufo sarà più irregolare; al contrario, se la terra è più friabile, il tartufo avrà un aspetto liscio e regolare, e di conseguenza sarà più ricercato e costoso.

    GUSTO:

    Sapore complesso, forte e gradevole, con odore penetrante che ricorda l' aglio. Eccellente anche crudo. Ipogeo in suolo calcareo, marnoso, sotto alcune latifoglie, ovvero querce, pioppi, salici e tigli.
    Per una perfetta degustazione, i tartufi non vanno abbinati a piatti troppo elaborati, ricchi di condimenti o salse varie.
    L’intensità , la finezza del suo profumo e anche il suo sapore, dipendono e si differenziano secondo dall’albero con cui è in simbiosi. 
    Accompagna  e si impiega a fettine fini su antipasti, carni crude, tagliatelle, risotti, fonduta e anche su uova al tegamino.

    DOVE SI TROVA:

    Una delle caratteristiche principali del tartufo bianco è la sua scarsa reperibilità: cresce in terreni poveri di humus e vive in simbiosi con pioppi, salici, querce e tigli. L’area ipoteticamente perfetta nella quale potrebbe crescere è caratterizzata da una costante circolazione dell’aria ed il terreno dovrebbe essere ricco di calcio, morbido e umido.

    Estremamente difficile è trovare territori vocati in tal senso (il più famoso, quello d’Alba, viene raccolto in Piemonte, ma cresce anche nella nostra Umbria, in Toscana e nelle Marche) e, come se non bastasse, i tentavi di coltivazione del tartufo bianco si sono rivelati molto deludenti.

    COME SI TROVA:

    Il tartufo si ricerca abitualmente con la collaborazione del cane che, appositamente addestrato, con il suo olfatto, riesce a percepirne l’odore a decine di metri di distanza. Il periodo migliore per la raccolta del tartufo bianco è l’autunno avanzato, nei mesi di ottobre e novembre e in annate particolari anche fino a dicembre-gennaio. Il tartufo bianco come gli altri tartufi viene contrattato a seconda della scelta e della grossezza in quanto gli esemplari grossi hanno un valore notevolmente superiore a quello che dovrebbero avere in relazione al loro peso. Il tartufo bianco allo stato fresco ha un tempo di conservazione limitato ed è opportuno consumarlo quanto prima. Le principali specie di tartufo sono:Tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) che viene raccolto nei mesi di ottobre-dicembre,Tartufo bianchetto (Tuber Albidum Pico) che si raccoglie da gennaio a marzo, Tartufo estivo (Tuber Aestivum) chiamato comunemente “Scorzone” ha buccia di colore scuro e pasta chiara, si raccoglie da giugno a dicembre. Tartufo nero invernale (Tuber Melanosporum) con pelle scura e liscia e polpa violetta è più pregiato del tartufo estivo, si raccoglie da novembre a marzo e si utilizza come per le altre varietà.
     

    PREZZI:

    Difficilmente c’è un modo per pagare l’acqua così cara come quando si compra un tartufo: esso ne contiene generalmente oltre l’ 80%. 
    Negli elementi minerali di entrambi prevale il potassio, seguito da calcio, sodio, magnesio, ferro, zinco e rame. Il valore del tartufo non sta quindi nel suo apporto alimentare, ma nella sua enorme capacità di produrre piacere nel fruitore. A questa caratteristica va attribuito anche la grande differenza di quotazione di mercato esistente tra specie la cui composizione chimica poco si discosta.
    Territorio, Clima, Mercato: 3 fattori determinanti per il prezzo del tartufo bianco.
    Il prezzo del tartufo bianco dipende da tre fattori fondamentali:
    Ambientali: strettamente collegati con il territorio in cui cresce questo pregiato fungo.
    Stagionali: si ricollegano alle variazioni climatiche che vanno ad incidere sulla crescita del tartufo bianco.
    Di mercato: il prezzo del tartufo è unito a doppio filo con il livello di domanda del prodotto.
    E’ la combinazione di questi 3 elementi che determinerà il mercato e, anno per anno, il prezzo del tartufo bianco.
    La quotazione varia di anno in anno, a volte anche in maniera pesante.

    CONSIGLI:


    Il tartufo deve essere bello sodo, e va tastato per controllarne la consistenza. Se fosse troppo soffice significherebbe che è vecchio.
    Il tartufo va ovviamente annusato: più emana profumo e meglio è. Pensate che addirittura molti intenditori consigliano di annusarlo ad occhi chiusi, sostenendo giustamente che conta il profumo e non la forma.
    Tra vari tartufi che vi sembrano simili, conviene scegliere quello che, soppesato in mano, sembra più pesante, perché vuol dire che contiene più acqua ed è più fresco.
    Se il tartufo è bucherellato o lievemente danneggiato, non è brutto segno anzi, vuol dire che è stato scelto dalle lumache e che quindi è di buona qualità.
    Un ultimo consiglio: i tartufi spesso vengono venduti con intorno il terriccio per mantenerli freschi, ma state attenti a farlo togliere dal rivenditore prima di pesarli, perché potrebbe influire sul prezzo finale.